| 王晓明 “La letteratura moderna” nella “ Grande epoca
Nell’inverno del 1927 Lu Xun riassume la situazione della Cina così: “ Credo che oggi la Cina sia un’epoca che avanza verso la Grande epoca. Ma questa grandezza non indica con certezza che è possibile da ciò ottenere la vita, ma neppure che è possibile da ciò ottenere la morte. Prendendo in prestito una frase di dopo, questa grande era è anche come quella che viene comunemente chiamata in medicina “ stadium acmes”( krisis, periodo estremo), ossia una biforcazione tra vita e morte, può direttamente portare la morte, ma può anche in questo modo portare alla guarigione. Da quando Gong Zizhen e Zeng Guofan divennero consapevoli del difficile riportare indietro del “ mondo in decadenza” e delle pressioni del “disastro straniero” fino a quando oggi tutta la società si è affrettata “ a mettersi sulle rotaie del mondo”, i cinesi sulla strada della modernizzazione passiva già hanno avanzato a tentoni per centocinquanta anni. Osservando da alcuni indicatori- ad esempio il PIL e le tecnologie spaziali la Cina di oggi è già abbastanza “moderna”, ma alcune condizioni dagli aspetti più importanti: sistema sociale, “sentimento popolare”,immagine in prospettiva, i rapporti con le altre parti del mondo….indicano tuttavia che la Cina in realtà non ha sciolto il problema “ quale modernità”-il modo di dire ancor più appropriato è “ che tipo di modernità”. Proprio come uno scalatore che su una strada non tracciata camminando a fatica si smarrisce ripetutamente,la Cina scopre di continuo se stessa trovarsi ancora nel percorso di una “modernità” inevitabile, quel passo di montagna che ha consumato maggiormente le forze fisiche,e che ha incluso al contempo le maggiori speranze e i maggiori rischi, sta ancora davanti. Tuttavia, guardando da un altro aspetto, quel passo già non è lontano,i conflitti di diversi fattori profondi che all’interno della società si sono accumulati a lungo , le contraddizioni interne della “modernizzazione” del mondo intero che questi conflitti mettono in evidenza ,nella società umana ha già preso forma la grande tendenza per cui non c’è alternativa se non modernizzarsi così , ma anche il mondo ha difficoltà ad accettare questa “modernizzazione”, le contraddizioni cominciano a diventare visibili e ad acuirsi. Se guardiamo da un punto di vista ottimistico-o pessimistico- allora possiamo dire che ci troviamo proprio alla fine di quell’era che Lu Xun ha detto “avanza verso la Grande epoca”, iniziamo già persino ad entrare nella “Grande epoca”. La letteratura cinese moderna si produce in quest’epoca che va verso o comincia ad entrare nella “grande epoca”, e perciò assume caratteristiche che hanno significato mondiale. Naturalmente il significato mondiale di cui si parla non si riferisce solo ad opere importanti ed eccellenti, ma si riferisce contemporaneamente anche all’emergere di questioni profonde e pressanti ,e fornisce persino un insegnamento importante. La Cina è una società che sia in natura che in cultura può essere definita enorme. Entrata nel 19 secolo, contava di una popolazione di più di 400 milioni, di un sistema culturale che si è sviluppato ininterrottamente, che più o meno è durato cinquemila anni, che non è stato distrutto completamente dalle forze esterne, dell’ideologia de “stare al centro del mondo, di essere al centro del mondo” (sinocentrica) che è durata diverse migliaia di anni. Proprio perché è una società del genere, attirata nella spinta all’azione degli occidentali, e conseguentemente , prendendo l’Occidente come modello, ha già raggiunto un movimento di modernizzazione dalle dimensioni globali, da cui è impossibile uscirne da sola, tra la folla dei suoi letterati, si è generato spontaneamente il seguente doppio impulso continuo: uno è bisogna riformare la Cina con il modello occidentale -incluso la Russia sovietica, trasformarla in un Paese “ moderno”, per adeguarla alla nuova competizione mondiale,e occupare quindi in questa una posizione di primo piano. Da 150 anni, questo impulso ha nutrito innumerevoli movimenti di pensiero e pratiche sociali. Parlando singolarmente dei primi movimenti, “il prendere l’Occidente come modello ha poi fornito di due supporti verticali, uno è “l’umanità universale”, uno sono le “la necessità della storia”, e poi il mettere a confronto la realtà cinese con il modello, ha trasformato completamente ogni tipo di insoddisfazione nei confronti della storia e dell’attualità cinesi, in entusiasmo delle pratiche cinesi di “ occidentalizzazione”- o “sovietizzazione”. Quali cinesi a cavallo tra il 20simo e 21simo secolo, conosciamo bene questo movimento di pensiero e le sue varie politiche, la struttura scientifica ed economica, quindi qui non ne parleremo molto. Un altro( impulso) è bisogna superare l’Occidente o la Russia sovietica, creare un Paese e un mondo più ideale di loro. Qui ci sono due punti che meritano particolare attenzione, uno è il criterio di questo “ideale”, non è stato trasferito principalmente dall’Occidente o dalla Russia sovietica, ma deriva dalla Cina nativa, o si tratta di una cultura tradizionale nel ventesimo secolo di nuova interpretazione, o di una cultura rivoluzionaria del 20simo secolo di nuova produzione, condizione fondamentale a dispetto di questa interpretazione o produzione, è proprio l’influenza di pensiero occidentale o sovietica. Il secondo è ciò che deve coprire questo “ideale”, non è soltanto la Cina, m è l’intera società umana, il motivo per cui bisogna trasformare la Cina in un Paese “migliore”, è perche questo è il primo passo per marciare verso la costruzione di un mondo “ideale”. Nell’ultimo periodo del 19simo secolo, questo impulso era già germinato, ha nutrito una serie di sogni grandiosi de “LA Grande armonia”che una dopo l’altra hanno superato l’Occidente e il Giappone, alla fine hanno raggiunto l’umanità-addirittura superato l’umanità. neii primi 20 anni del 20simo secolo, disordine e crisi nazionali ed internazionali, hanno ancor più stimolato profondamente questo impulso, facendo sì che esso abbia sviluppato diverse ideologie e sforzi accademici che interpretano ex novo la Cina così come altre culture non occidentali e la tradizione sociali, tentando con essi di curare i mali- della Cina e del mondo- dell’età attuale. Ed anche nel primo periodo del 20simo secolo, una serie di attività teoriche ed ideologiche possibilmente definiti di sinistra, che rifiutando con determinazione la struttura societaria di stile occidentale moderno, aspiravano ad un’ universale emancipazione dell’umanità, hanno cominciato ad esprimere questo impulso da un’altra prospettiva. Dopo l’ingresso negli anni ’30, i conflitti interni sempre più crudi e l’aggressione straniera repressero chiaramente altre espressioni di questo impulso, l’ideologia della Sinistra divenne un aspetto importante che lo perpetuò. Questa è un’epoca di sconvolgimenti, di ricreazione della società, qualunque fantasia sembra abbia possibilità di realizzarsi. Almeno fino agli anni ’50, la maggior parte dei letterati cinesi era ancora in grado di conservare il fervore del “rendere servizi meritori”, molti, essendo sia sognatori che politici, sono attivisti che posseggono influenza sociale. Pertanto, l’impulso del “superamento” ha nutrito allo stesso modo una grande quantità di pratiche sociali. Da Zhang Taiyan che considerava “La Repubblica di Cina” quale base storica e culturale per stabilire un nuovo Paese, a Sun Zhongshan che con “ l’indipendenza delle cinque branche di governo” tracciava i contorni di un sistema politico migliore rispetto all’Occidente, dai fratelli Zhou che, stampando “Tessitori di parole”,cercarono di rompere i legami del business moderno nei confronti dei mass media, a Ma Yifu che istituendo “L’istituto di riabilitazione” ha esaminato una via per l’istruzione al di là del sistema scolastico, dagli inizi degli anni 20 di pochi giovani che studiarono il movimento del “Nuova ruralizzazione”giapponese, incoraggiando in Cina simili esperimenti, fino a quando dopo gli anni 30 si accettò il modello sovietico, si è continuato a trasformazioni sociali incessanti, dalle dimensioni che si fanno incessantemente sempre più grandi: queste pratiche il cui significato è rintracciabile nel “ superamento” si sono diffuse in ogni livello della vita sociale. Inutile dirlo, le loro conseguenze fino ad oggi continuano ad influenzare ancora profondamente in modi diversi i cinesi di oggi. Ad un esame comprensivo del 20simo secolo, le relazioni tra l’impulso dell’occidentalizzazione e quello del superamento sono del tutto complicate, a volte si stimolano reciprocamente, da fondersi addirittura, a volte si scontrano, mors tua vita mea. Tra le varie espressioni specifiche e le pratiche di questi due impulsi, c’è sempre più qualcosa dell’uno nell’altro, una confusione intrecciata, un mescolarsi. Anche chi disprezza l’Occidente, tuttavia comprende la spietata realtà per cui non “occidentalizzandosi”, risulterebbe difficile diventare “un Paese forte”, e più pensano alla fine a superare l’Occidente, più devono al più presto “occidentalizzarsi”. Se parliamo dell’ideale della “Grande unità” del modello di Kang You Wei,la prima manifestazione appartenente all’impulso del”superamento”, esso tuttavia nel contempo diventando una legittimazione di quell’impulso dell’”occidentalizzazione”,ha fatto da dimostrazione di potere. Il periodo di mezzo che va dalla fine dei Qing agli anni ’70, diverse edizioni di progetti di “Paese forte”- incluso “le quattro modernizzazioni” avanzate nuovamente nel 1974- hanno tutte per la maggior parte seguito questo pensiero che, dalla prospettiva del” superamento” approvano e in più assumono “l’occidentalizzazione”. D’altra parte, ai primissimi inizi del 20simo secolo, quei “romanzi ideali” di Liang Qi Chao cui “Memorie del futuro della nuova Cina” ha fatto da guida hanno mostrato dettagliatamente il sentimento classico del letterato che governa tutto il mondo contenuto nell’impulso del “superamento”, il grandioso evento alla fine degli anni ’60 in piazza Tiananmen in cui milioni di guardie rosse acclamavano la grande emancipazione del popolo mondiale ancor più hanno fatto sì che le persone non possano non ricordare la profonda devozione del popolo nei confronti dell’imperatore. Proprio l’apprensione e il disgusto nei confronti di questo vecchio spirito all’interno della nuova borghesia hanno incessantemente guidato gli uomini ad un cambiamento verso un’adorazione dell’Occidente, hanno spento il loro impulso di “superamento”, hanno persino fatto sì che si sentano a proprio agio nel fare “gli americani”- non è soltanto “questa notte”, e non siamo soltanto “noi”. 5 qui ha preso in prestito il titolo di un annuncio pubblicato su internet da un letterato cinese di tendenza liberale la sera dell’incidente dell’11 settembre 2001: “ Questa notte, noi siamo americani”. Quando nel 1918 Chen Duxiu attaccò la tradizione, la voce più risuonante che proponeva l’occidentalizzazione, Li Dazhao si richiamava invece all’introspezione, mediazione rispettivamente delle culture giapponese e occidentale, per creare la “terza nuova cultura”. Ciò naturalmente ha mostrato una melodia multipla presente all’interno del pensiero radicale del 4 maggio, addirittura è una tonalità diversificata all’interno della melodia, ma da un altro lato, queste caratteristiche “diversificate” dello stile del pensiero radicale di Li Dazhao hanno preannunciato che l’impulso del “superamento” nel prosieguo successivo sarebbe stato ammassato, addirittura fuso nella prospettiva ideologica del “proletariato”. Nel 1957, Zhan Junmai con il “neoconfucianesimo” si oppose al comunismo eterodosso, e tuttavia sottolineò che proprio l’aggressione politica dell’imperialismo occidentale nei confronti della Cina e la distruzione culturale facilitarono la vittoria in Cina di quel tipo di comunismo. Il motivo per cui avanzò il “nuovo confucianesimo”, era al fine di realizzare un’eguaglianza delle culture occidentale e cinese e una “cooperazione amichevole”,ciò sembra abbia dato espressione ad un prosieguo dell’impulso del superamento al di là dell’ideologia di sinistra, la sua comprensione profonda sulle conseguenze dell’aggressione imperialistica occidentale hanno anche ancor più mostrato il significato opposto di questo prosieguo nei confronti del pensiero moderno cinese. Tuttavia, paragonato con l’eccitazione nazionale del “seppellire l’imperialismo americano” della Cina continentale del tempo, il prosieguo dell’impulso del superamento al di fuori del continente ha rivelato tuttavia ancor più chiaramente la rapida riduzione dello spazio pratico ed immaginario di questo impulso: più di cinquanta anni fa la grande ambizione di Kang Youwei di creare un Nuovo Mondo ancor pìù civilizzato dell’occidente svanì gradualmente, soltanto l’ansia di “proteggere la specie”, di “proteggere gli insegnamenti”, persino il pessimismo di “proteggere” ma non potere si è diffuso in maniera crescente. Non sappiamo se anche nelle altre società non occidentali di tutto il mondo che una dopo l’altra sono state trasportate nell’impulso storico della “modernizzazione”,al pari della Cina di cento anni fa e di alcuni anni fa, allo stesso tempo siano stati sollevati questi due tipologie di impulsi marcati ed intensi. Dall’ inizio di Liang Qichao, alcuni intellettuali che coltivavano caldamente l’ambizione di “superare l’Occidente” desideravano marcare in particolare l’unicità della Cina: la vastità geografica, la densità demografica, la lunga storia, una cultura mai completamente distrutta da forze esterne… Queste affermazioni spesso sembrano esagerate, fanno dubitare che essi stessi si sentano incerti , tuttavia essi un po’ dicono il giusto, vale a dire, quando di continuo fino alla metà del 19simo secolo le truppe europee irruppero a Pechino, i funzionari cinesi ancora credevano comunemente che la loro cultura fosse la più civilizzata del mondo. Osservando da una prospettiva “moderna” di stile occidentale, questa sarebbe una presunzione ridicola e provinciale, ma voltando lo sguardo oggi, dovremmo anche notare che alle spalle di questo provincialismo e di questa arroganza c’è il supporto di molte altre situazioni: la politica e il sistema d’istruzione tradizionali, uno stile di vita诗书农耕 radicato, una comprensione embrionale della classicità occidentale e del pensiero moderno, un’affezione profonda verso lo stato di “modernizzazione” di diverse decine di anni della Cina e dell’estero… In realtà tutte queste situazioni convergono, allenando unitamente la resistenza delle fantasie di alcune generazioni di letterati dell’ultimo periodo Qing e dei primi anni della Repubblica: non soltanto con il riconoscimento di onore da parte degli occidentali, ma anche controvoglia solo stabilendo con successo o fallimento il giusto e lo sbagliato, non si rassegnano ad accettare la legge della giungla del Nuovo mondo
代 Classificatore usato per persone illustri 人心
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